La
Linea C avrà 30 stazioni, di
cui 21 sotterranee, saranno ambienti
spaziosi e luminosi dove la massima
funzionalità si coniuga con
il comfort.
I criteri seguiti nella progettazione
delle stazioni, sulla base delle esperienze
che oggi considerano le stazioni sotterranee
come luoghi di incontro, e non solo
di passaggio, animati da attività
commerciali, culturali e servizi,
sono:
» Funzionalità dei percorsi
individuati dalla segnaletica verticale
e orizzontale realizzata a pavimento
per gli ipovedenti.
» Assenza di barriere architettoniche,
saranno dotate anche di percorsi “tattili”
per i non vedenti con la segnaletica
“a rilievo”.
COME SARANNO?
La tipologia delle stazioni
varia in relazione alle caratteristiche
dei quartieri cittadini attraversati,
pur mantenendo una forte identità
formale, esterna ed interna, che le
renderà immediatamente identificabili.
Se nelle zone centrali gli unici elementi
in superficie saranno le insegne che
indicano i punti di accesso, in quelle
periferiche le stazioni saranno realizzate
completamente in superficie e costituiranno
l’occasione per riprogettare
gli spazi adiacenti. Gli atri
ospiteranno i servizi, le
biglietterie automatiche e, dove possibile,
attività commerciali, espositive
e ricreative.
I varchi elettronici di entrata
e di uscita saranno posti tra l’atrio
e le banchine di fermata.
Le stazioni saranno generalmente posizionate
tra le due gallerie a binario singolo
dentro le quali viaggeranno i treni
della nuova metropolitana. Fa eccezione
la stazione di “Teano”,
che sarà dotata di banchine
di fermata sovrapposte al
fine di agevolare il tracciato della
diramazione verso Nord-Est.
Nelle 31 stazioni, per la sicurezza
dei passeggeri, ci saranno delle porte
di banchina sempre chiuse che si apriranno
soltanto all’arrivo dei treni
in contemporanea con l’apertura
delle porte dei convogli
COME SARANNO
COSTRUITE?
La costruzione delle stazioni inizia
con la realizzazione dei diaframmi,
che costituiranno le pareti esterne
di una grande scatola di cemento armato:
in questo modo si contiene il terreno
circostante allo scavo e si impediscono
i cedimenti.
Le macchine che realizzano i diaframmi
scavano verticalmente e sostituiscono
temporaneamente la terra con fanghi
speciali; fatto lo scavo si immergono
le gabbie di ferro nell’intercapedine
e si getta il calcestruzzo.
La costruzione delle gallerie e delle
stazioni procede contemporaneamente
e quando la talpa arriva in stazione
la struttura di questa è ormai
terminata.
Le stazioni, rappresentano il punto
di maggior rischio di interferenza
con lo strato archeologico e con il
tessuto urbano esistente, per questo
sono state previste soluzioni costruttive
differenziate:
Stazioni
del centro storico: è
prevista una soluzione speciale, in
cui solo le rampe di accesso/uscita
sono costruite mediante scavo a cielo
aperto, mentre le banchine sono realizzate
all’interno delle gallerie di
linea che avranno un diametro adeguato.
In tal modo le rampe di accesso/uscita
alla stazione risultano indipendenti
dalla posizione delle banchine e la
loro realizzazione può essere
più facilmente adattata ai
risultati degli scavi archeologici
preventivi.
Stazioni semiperiferiche e
periferiche: saranno eseguite
in parte (atrio e discenderie) tra
paratie con scavo a cielo aperto mediante
il collaudato metodo cut and
cover, che consente di restituire
nel minor tempo possibile il suolo
alla viabilità, e in parte
(gallerie di banchina) con scavo meccanizzato
in sotterraneo.
I MATERIALI
Sensazione di luminosità e
leggerezza, resistenza al fuoco e
all’usura, elevata facilità
di manutenzione sono le caratteristiche
dei materiali scelti per le stazioni.
Vetro cristallizzato, alluminio, pannelli
di acciaio inox e granito per i pavimenti,
sono stati opportunamente armonizzati
per conferire alle stazioni una chiara
linea estetica, tale da renderle immediatamente
riconoscibili.
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