FASI DEL CHECK UP

Prima fase: selezione
Si verificheranno, a conferma di quanto già fatto dal Committente in fase di gara, i punti più sensibili da analizzare da ponte Vittorio al Colosseo. Sono in campo soprattutto i geotecnici.

Seconda fase: ricostruzione storica
Sarà fatta un’analisi storico/architettonica e strutturale dei 40 palazzi e dei 13 monumenti, con rilievi topografici sia delle fondamenta sia della parte in superficie.
Saranno esaminate le piante catastali, verificato il tipo e la profondità delle fondazioni e i restauri che si sono succeduti nel tempo e che potrebbero aver alterato la statica dell’edificio.
Se necessario, si faranno sondaggi integrativi (carotaggi o tomografie) per confrontarli con i documenti cartacei.
Ne risulterà una vera e propria radiografia dell’edificio indispensabile per redigere uno studio storico per ogni monumento o fabbricato.

Terza fase: mappa dei rischi
Determinati tutti gli elementi sulla condizione dei fabbricati, saranno fissati gli indici di vulnerabilità di ogni edificio in modo da redigere una vera e propria mappa dei rischi

Quarta fase: simulazione strutturale
Entra in scena l’informatica: le condizioni verificate sul campo saranno replicate al computer. Verranno elaborati dei modelli 3D dello stato dei palazzi, dopo di che viene simulato l’effetto dello scavo della galleria sulle fondamenta. A questo punto si presenteranno due scenari.
1 - Lo scavo non rappresenta un rischio e l’edificio è in grado di assorbire le sollecitazioni.
2 - La struttura del fabbricato non sopporta le vibrazioni prodotte dalla talpa meccanica oppure il terreno rischia di franare a causa dagli scavi. In tal caso si adotteranno specifici interventi di salvaguardia (quinta fase).

Quinta fase: interventi di salvaguardia
Sono ipotizzati tre tipi di intervento:
1 - Revisione delle soluzioni progettuali
2 - Difesa preventiva sul terreno (ad esempio micro pali di contenimento)
3 - Consolidamento strutturale preventivo dei fabbricati

Sesta fase: monitoraggio
È la fase conclusiva, caratterizzata soprattutto dalla messa a punto di un sofisticato sistema di monitoraggio che entrerà in funzione prima dell’inizio degli scavi e continuerà per tutta la durata dei lavori al fine di verificare “in diretta” ogni piccola modifica rispetto alla situazione precedente all’avanzamento sotterraneo della talpa meccanica.
Il monitoraggio sarà effettuato con tecniche laser ed ottiche, inclinometri, misuratori elettrici, termometri e accelerometri per il controllo delle vibrazioni.

CHECK UP E MONITORAGGIO DEGLI EDIFICI
Gli strumenti utilizzati per la salvaguardia dei palazzi storici e non.

Prossimamente saranno definiti gli strumenti da utilizzare per il check up dei palazzi e dei monumenti del Centro Storico, indagini che dovranno avere il nullaosta dalle Soprintendenze.
Gli esami diagnostici entrano in campo successivamente a quelli fatti sui documenti e le mappe esistenti nel caso che tali indagini non abbiano permesso di ricostruire “la carta d’identità” e quindi lo stato di salute degli edifici.
La tecnologia mette a disposizione degli scienziati sofisticati strumenti di analisi. Ecco in sintesi un Glossario di quelli che potrebbero essere utilizzati per le ricerche nel Centro Storico.

TERMOGRAFIA
Questo esame si basa principalmente sulle capacità che un materiale ha di ritenere o trasmettere calore, anche al di sotto di uno strato d’intonaco. La temperatura viene misurata grazie ad un fascio di radiazioni infrarosse grazie alle quali si ottiene una mappatura rappresentativa, di tipo fotografico o video, che consente di individuare cavità nascoste o materiali differenti. L’immagine che si crea è in bianco e nero, con molte sfumature di grigio, dove alle zone chiare corrispondono i punti del muro con una temperatura maggiore.

È un’analisi utile per esaminare pareti affrescate o dipinte permettendo di individuare le zone umide all’interno della parete. Il limite dell’analisi termografica è che rileva solamente le temperature superficiali.

GEORADAR
Misurando le anomalie del segnale elettromagnetico che rimbalza su una parete è possibile individuare la presenza di materiali differenti o di cavità nel muro Un’ antenna, mossa a velocità costante, invia una serie di brevi impulsi elettromagnetici ricevuti da una seconda antenna.
Una frequenza di 500 MHz può identificare cavità di 300 mm
Una frequenza di 900 MHz può identificare cavità di 160 mm

TOMOGRAFIA SONICA
È un metodo per determinare con buona precisione la qualità e l’eterogeneità del muro consentendo di verificare la distribuzione dello stato di degrado. Si misura la propagazione delle onde sonore generate da un martello e ricevute da un apparecchio detto “trasduttore piezoelettrico”. La velocità di propagazione dipende dal coefficiente di elasticità del muro stesso: per cui, più il materiale è compatto ed omogeneo, tanto maggiore è la rapidità del suono.

IDENTIFICAZIONE DINAMICA
Sono prove dinamiche che, attraverso l’uso di sismometri ed eccitatori elettrodinamici, verificano la stabilità dell’edificio e valutano le sue caratteristiche dinamiche. Rilevano i disturbi vibrazionali continui (come il traffico) o saltuari (come la presenza di cantieri o il vento) per conoscere il livello di sicurezza delle sollecitazioni che un edificio può sopportare.

ENDOSCOPIA
È un esame visivo dell’interno del corpo murario che permette di individuare le diverse tipologie di materiali costruttivi presenti nella parete in esame, le variazioni morfologiche, la presenza di cavità, distacchi o crepe interne. Si possono usare sonde metalliche rigide o flessibili dotate di una fonte di luce e collegate ad una macchina fotografica. Questo metodo d’indagine lascia alcuni segni sulla superficie analizzata perché è necessario praticare un foro di 3-4 cm dal quale si estrae una porzione di muro (carotaggio) per inserire le sonde.

ESAME CON MARTINETTI PIATTI
Ha lo scopo di determinare con buona approssimazione le caratteristiche meccaniche delle murature senza prelevare campioni di rilevanti dimensioni perché il taglio eseguito per inserire il martinetto viene effettuato nello strato di malta tra un mattone e l’altro. Una volta individuate le zone più rappresentative (privilegiando quelle in basso, perché sottoposte al peso dell’edificio) si esegue un taglio orizzontale parallelo al terreno e due tagli laterali. il martinetto, inserito nel taglio orizzontale, viene collegato ad un circuito idraulico per aumentare la pressione fino alla formazione delle prime lesioni della muratura. A questo punto si costruisce un grafico per determinare le caratteristiche di deformabilità dell’edificio.

INCLINOMETRO
E' uno strumento che serve a monitorare i movimenti e le deformazioni dei terreni determinando le conseguenti variazioni di assetto delle strutture murarie dei palazzi: traslazioni orizzontali, inclinazioni e cedimenti nelle fondamenta.

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